Attività di animazione  

L’area socio-educativa de “Il Gelso” si propone per l’anno 2009 di operare per i suoi ospiti strutturando la propria attività lungo tre parametri fondamentali: persone, ambiente, attività come linee guida ed aree di intervento per le diverse professioni che la compongono. Il progetto socio-educativo che presentiamo per obiettivi trova la sua chiave di lettura nella RELAZIONE, come metodologia di intervento e strumento privilegiato per la valorizzazione dell’ospite anziano nella partecipazione alla vita comunitaria della struttura.
Relazione con le persone.
Obiettivi:
Mantenere e sostenere i rapporti con le reti primarie dell’ospite (parentale, amicale, di vicinato, volontariato, ecc…);
- Creare relazioni significative con altri ospiti;
- Promuovere e stimolare la relazione con i diversi operatori di struttura.
Metodologia e strumenti:
L’ingresso in struttura, specialmente quando ha carattere definitivo, rappresenta per l’anziano un momento critico della sua esistenza, perché la persona arriva a doversi staccare dalla realtà in cui ha sempre vissuto per passare, più o meno volontariamente, ad un contesto di condivisione degli spazi e delle esperienze di sofferenza.
Per limitare il senso di disagio e disadattamento che questo episodio inevitabilmente provoca, si cerca di stimolare la presenza dei parenti e degli amici in struttura, soprattutto durante le prime settimane seguenti l’ingresso, proponendo la partecipazione alle attività di maggior rilievo, programmate e pubblicizzate attraverso inviti, volantini e cartelloni.
Inoltre, per ricreare all’interno della struttura un clima familiare e amichevole, gli educatori si pongono come mediatori di piccoli gruppi di attività (lettura del giornale, conversazioni guidate, racconti popolari) in cui gli ospiti hanno occasione di conoscersi, di ritrovarsi e di stringere nuovi legami significativi.
A tal fine abbiamo anche approntato cartelloni fotografici e video-album, che raffigurano momenti di vita quotidiana, compleanni ed eventi in struttura.
Sempre attraverso supporti grafici e fotografie, oltre che ovviamente attraverso l’esercizio della professione e la condivisione del tempo libero, gli operatori che si occupano della loro assistenza hanno occasione di conoscere gli ospiti: ASA/OSS, infermieri, medici, dirigenti, educatori, assistente sociale e volontari saranno per loro un punto di riferimento, figure prossime a cui esporre le proprie problematiche, indipendentemente dalla presenza dei parenti.

Relazione con L'Ambiente.
Obiettivi:
- Gestire i rapporti con le istituzioni, le associazioni, i gruppi parrocchiali e il volontariato;
- Promuovere nuove collaborazioni;
- Uscite programmate;
- Stimolare il senso di appartenenza.
Metodologia e strumenti:
La partecipazione cittadina alla vita di struttura assume particolare importanza in contesti rurali come quello vittuonese.
Forte è negli ospiti il senso di appartenenza al territorio, caratterizzato dalle piccole dimensioni e dalle dinamiche di mutualità, espresse appunto attraverso una ricca realtà associativa.
Si ritiene perciò che i contatti degli ospiti con questi gruppi possano essere il giusto tramite per il coinvolgimento della popolazione nella vita dei suoi grandi anziani, al fine di dare continuità alle loro esperienze associative, sempre nei limiti del possibile. Per questo motivo, il gruppo parrocchiale e l’amministrazione comunale rivestono un ruolo importante nell’organizzazione e gestione di feste e pomeriggi musicali.
Sono inoltre numerose le occasioni di collaborazione con la Pro-loco cittadina, che puntualmente informa e invita gli ospiti, riservando loro dei posti e organizzando perfino il trasporto attrezzato.
Ci sono già state inoltre diverse occasioni di scambio e momenti di festa vissuti con i bambini delle scuole materne ed elementari di Vittuone, esperienza che ha favorito il confronto generazionale ed è stata molto apprezzata dagli ospiti.
Sembra utile e positivo perciò programmare con la collaborazione di tutti questi gruppi occasioni di svago e di socializzazione anche all’esterno della struttura, come ad esempio merende in cascina, spettacoli, gite, spaghettate, passeggiate nel parco e piccole spese al mercato con lo scopo di non privare gli ospiti del contatto con il loro originario ambiente di vita e accettare al meglio il ritorno in struttura.
E’importante infatti suscitare nell’anziano un sentimento positivo di appartenenza, utile a favorire la comunicazione e la partecipazione attiva alla vita comunitaria, anche attraverso l’attribuzione di piccoli incarichi quotidiani.

Relazione e attività
Obiettivi:
- Valorizzazione del sé;
- Mantenimento delle autonomie residue;
- Collaborazione con l’attività di fisioterapia.
Metodologia e strumenti:
Le attività educative e di animazione sono lo strumento privilegiato per la conoscenza dell’ospite, primo passo per una progettazione individuale aderente alla persona.
Per questo motivo è importante sottolineare che gli interventi, nel momento della stesura del PAI, siano direttamente dipendenti da un’attenta analisi del modo di essere della persona, dai suoi interessi, dalle sue capacità e dalle abilità e non il contrario. Se il rischio è quello di progettare attività a pioggia senza un effettivo riscontro, è anche vero che la proposta di partecipazione alle attività dà modo agli educatori di sondare capacità e interessi che potrebbero anche non emergere dal colloquio individuale e che l’ospite stesso potrebbe non conoscere perché mai sperimentato.
È fondamentale perciò prevedere un sistema di verifica puntuale circa la corrispondenza degli interventi agli effettivi bisogni dell’ospite.
Attraverso lo sviluppo della relazione, la persona può parlare di sé ed attuare la sua libertà di autodeterminarsi, nei limiti delle capacità residue e del rispetto delle regole della vita comunitaria. L’educatore o il volontario si pongono così come mediatori tra l’ospite e la comunità residenziale, favorendo la comunicazione del sé e stimolando la partecipazione alla vita di struttura.
In un percorso di accettazione di sé e dell’altro, anche nel rapporto con la disabilità, l’educatore può valorizzare l’ospite secondo le sue capacità, attraverso l’attribuzione di piccoli e realizzabili compiti. Nell’esperienza condotta in questi mesi abbiamo inoltre perseguito un discorso di finalità nella scelta degli interventi da proporre agli ospiti, proprio per non lasciare alle attività carattere episodico, ma per inserirle in un progetto ad ampio raggio.
In particolare sono state svolte:
- attività di laboratorio per mantenere e recuperare capacità di scrittura, taglio e pittura con lo scopo di abbellire e decorare gli spazi comuni e le stanze e di creare supporti per le altre attività;
- attività di stimolazione cognitiva, per mantenere e recuperare la contestualizzazione e l’orientamento nel tempo e nello spazio, attraverso schede e mini-giochi specialmente con ospiti compromessi, oppure con giochi logici per tutti;
- attività musicali per stimolare la memoria, il canto, il senso del ritmo e in alcuni casi il ballo, oltre che creare momenti di relax e di festa attraverso la scelta di basi musicali, canzoni e testi, anche grazie alla partecipazione volontaria di cantanti e musicisti;
- attività ludiche, come cruciverba, proverbi, tombolate, giochi di carte e giochi di società, oltre che quiz, cineforum, foto-album e domande, volte a mantenere attivi gli interessi e la vivacità degli ospiti, evitando l’appiattimento emotivo e la chiusura in se stessi.
Fa inoltre parte del progetto una collaborazione più stretta tra attività educative e fisioterapia, in interventi quali la ginnastica di gruppo, già in essere, mini-olimpiadi invernali ed estive.

ATTIVITA’ DI FISIOTERAPIA

 All’ interno della casa di riposo per anziani “IL GELSO” un ruolo importane viene offerto dal servizio riabilitativo con la presenza all’ interno della struttura di tre operatori sanitari con la qualifica di fisioterapisti.

 La struttura è dotata di tre palestre, una per ogni piano, affinchè si instauri un maggior rapporto tra terapista e paziente ad ogni piano è assegnato un terapista, il quale lavorando a stretto contatto con la realtà del suo piano può comprendere al meglio le dinamiche e le esigenze dei suoi ospiti.

 Il servizio riabilitativo dedicato ai nostri ospiti si basa su:

 - interventi di carattere individuale, per il recupero di una  funzione perduta o deteriorata; 

-  interventi di carattere riabilitativo, in generale, finalizzati al mantenimento e alla valorizzazione delle capacità residue dell’ anziano e al  raggiungimento di un alto benessere psico-fisico.

 Nella nostra struttura vengono ospitati pazienti con patologie che determinano una perdita dell'autonomia, in specie, sindrome da immobilizzazione, fratture di femore, esiti di ictus cerebrale, deterioramento cognitivo ecc.

L'approccio ai problemi di salute del paziente tiene conto di tutte le dimensioni dell' individuo. Gli interventi, coordinati dal medico di reparto, vede coinvolte diverse figure specialistiche che insieme all'assistito e ai familiari, creano un progetto riabilitativo individuale finalizzato a rendere il periodo di permanenza dell’ospite, il più idoneo possibile al recupero dell'autonomia, garantendogli  una migliore qualità di vita all’interno della struttura stessa.

Ecco perché i nostri interventi riabilitativi di” mantenimento” hanno l'obiettivo di raggiungere sia la stabilizzazione delle condizioni cliniche sia anche “piccoli guadagni funzionali”.

La giornata  è organizzata secondo la seguente modalità di riabilitazione:

- ore 8.00  riabilitazione a letto;

- ore 9.00/12.00 riabilitazione individuale in palestra;

- ore12.00/13.00 compilazione e riorganizzazione materiale cartaceo;

- ore 13.00/14.30 riabilitazione individuale in palestra;

- ore 14.30/15.30 ginnastica di gruppo.